Nuovi metodi per monitorare il fegato

Da sempre si è cercato di ottenere informazioni sullo stato funzionale e sull' architettura del fegato utilizzando le informazioni derivate da indagini non invasive (ad es. ecografia ed esami del sangue), tuttavia al momento nessun test ematico da solo è in grado di dare una risposta completa. Negli ultimi anni si è cercato di ovviare a questo problema studiando la possibile combinazione di dati generali del paziente al fine di ottenere una risposta “indiretta”.

Di recente, nella pratica clinica sono stati introdotti alcuni biomarcatori che potrebbero aiutare a selezionare i pazienti con epatopatia iniziale o cronica.

FIBROTEST
Rappresenta la combinazione di marcatori indiretti più studiata finora, prevede la combinazione di esami del sangue quali GGT, bilirubina totale, aptoglobina, α1 e α2 macroglobulina.
Fibrotest può essere utilizzato per pazienti con epatite virale, alcolica o metabolica per la valutazione del danno epatico. Permette di classificare i pazienti per stadio oltre a determinare l’attività necroinfiammatoria virale.

FIBROMAX
Il FibroMax fornisce informazioni sul grado di steatosi, flogosi e fibrosi.Questo test utilizza un sistema basato su alcuni parametri del paziente come sesso, età, peso, altezza e alcuni esami del sangue (α2macroglobulina, aptoglobulina, apolipoproteina A1, bilirubina totale, AST, ALT, GGT, glicemia a digiuno, trigliceridi e colesterolo totale).

Come per il Fibrotest può essere utilizzato per pazienti con epatite virale, alcolica o metabolica per la valutazione del danno epatico.

In particolare nel Fibromax troviamo cinque sottocategorie:

- Fibro Test: per la diagnosi di fibrosi epatica
- Steato Test: per la diagnosi di steatosi epatica
- Acti Test: determina l’attività di infiammazione e necrosi
- Ash Test: per la diagnosi di steatoepatite alcolica (ASH) acuta nell’abuso alcolico
- Nash Test: per la diagnosi di steatoepatite non alcolica (NASH) nei pazienti in sovrappeso, diabetici, dislipidemici con insulino resistenza.

Negli studi condotti finora, per valutare l’efficacia di questi test, si evidenziano dei dati incoraggianti, utili per lo screening della fibrosi avanzata o della NASH in pazienti con sindrome metabolica.

FIBROSCAN

E’ una tecnica che è stata sviluppata di recente per la valutazione della fibrosi epatica, viene anche chiamata elastografia transitoria. Permette di valutare la rigidità del fegato con uno strumento che è simile ad un ecografo, secondo il presupposto che il tessuto del fegato, quando va in contro alla fibrosi diventa più “duro”.

L’esame si esegue mediante una sonda che, appoggiata tra gli spazi intercostali al di sopra del fegato, invia un piccolo impulso ad onda meccanica alla cute e ne registra il tempo di “ritorno”: con tale metodica lo strumento riesce a registrare la velocità di propagazione delle onde e stabilire quindi la rigidità del fegato.


Tabella Riassuntiva

TEST NON INVASIVI PER LA FIBROSI EPATICA

AAR
Esami del sangue: transaminasi
APRI
Esami del sangue: AST e piastrine
FORNS
Esami sangue + dati clinici: colesterolo, GGT, piastrine ed età
Fibrotest
Esami del sangue: GGT, bilirubina totale, aptoglobina, apolipoproteina A1, alfa2 macroglobulina.
Fibromax
Esami del sangue + dati clinici: α2macroglobulina, aptoglobulina, apolipoproteina A1, bilirubina totale, AST, ALT, GGT, glicemia, trigliceridi e colesterolo totale + sesso, età, peso, altezza
Fibroscan
Esame strumentale con apposito apparecchio simile all’ecografo