La Steatosi epatica non alcolica è presente nel 10-25% della popolazione generale, quindi in media 1 italiano su 4 ne soffre; tali percentuali aumentano in modo significativo nei pazienti obesi, fino a valori del 50-90%.
L’entità di questo problema non è da sottovalutare, non solo perché la percentuale di obesi nel nostro paese è significativa (18%) ma soprattutto perché si osserva da anni un trend di progressivo aumento (vedi confronto tra anni ’90 e primi anni del 2000 con un aumento degli obesi dal 10 al 18%, ovviamente associato anche ad un aumento del numero delle persone in sovrappeso).
La Steatoepatite è presente nel 25% dei pazienti con Steatosi e si instaura per la costante presenza delle cause che hanno condotto alla NAFLD. Tali cause/fattori di rischio possono essere legate principalmente ad una non corretta alimentazione e allo stile di vita e in particolare tutti i fattori che portano ad obesità, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, insulino-resistenza e diabete tipo 2, farmaci assunti cronicamente o tossici per il fegato, diete ipocaloriche drastiche non bilanciate, disordini metabolici ereditari e alcol. Non ultima l' epatite virale C.
La steatosi, se si attuano le opportune misure eliminando le cause che l' hanno prodotta, è un danno reversibile. Purtroppo essendo un danno iniziale e non facilmente diagnosticabile, per la mancanza di segni e sintomi clinici evidenti, evolve spesso in steatoepatite. Quest' ultima, a sua volta, progredisce più o meno lentamente verso la fibrosi e infine verso la cirrosi. Negli ultimi anni si sta valutando attentamente quanti casi di cirrosi possano andare incontro all' epatocarcinoma.